Arch. Monfè – Relazione Tecnica di Progetto.

Tratto dal documento originale – Novembre 2011

OPERE DI RISANAMENTO CONSERVATIVO DELLA COPERTURA E CONSOLIDAMENTI STRUTTURALI.

DESCRIZIONE DELLA CHIESA
La chiesa ha uno sviluppo architettonico molto semplice a pianta rettangolare con abside semicircolare; quest’ultima fu adibita a sacrestia dalla seconda metà del 1500, a seguito del prolungamento del corpo di fabbrica. Le murature risultano miste e decoese realizzate con materiali di recupero quali pietrame di granulometrie differenti, intervallati con mattoni di cotto in corrispondenza delle aperture a costituzione dei vani delle finestre. Le facciate presentano all’oggi un disomogeneo intonaco di calce di uniforme cromatura sui prospetti nord e sud.
Completamente inglobato nell’edificazione moderna sulla facciata dell’attuale sacrestia risulta evidente il recente rifacimento dell’intonaco unitamente al cromatismo rosa; le stesse finiture di facciata proseguono sia sul campanile sia sul pozzo addossato alla muratura circolare dell’attuale sacrestia. Basamenti e rappezzi cementizi sono evidenti, in maniera più o meno estesa e con finitura più o meno scabra, su tutto il perimetro della chiesa. Affrescato è il prospetto ovest di accesso principale prospiciente la via S. Apollinare.
Quattro gradini in pietra sopperiscono al dislivello tra la strada e la porta d’ingresso il cui vano è sottolineato da conci in pietra, di importante spessore, la cui definizione si perde sotto una moltitudine di stratificazioni di intonaco riprese nel tempo. Sempre in adiacenza al vano d’ingresso si denotano ricostruzioni indiscriminate di intonaco, anche di natura cementizia; qualunque presenza di eventuali affreschi risulta perduta a causa dell’incuria del tempo e delle ricostruzioni sopra dette. All’interno delle ricostruzioni di facciata, a sinistra dell’ingresso, sono presenti: sportelli di ispezione del gas posizionato all’interno dello spessore della muratura (come consuetudine da parte delle società di servizi pubblici) e piccola bacheca.
Di altra valenza e testimonianza storico artistica è identificabile e leggibile al di sopra della quota del voltino d’ingresso ove, all’interno di una nicchia di facciata, innestata tra voltino in pietra e finestra circolare, è presente una raffigurazione di donna col bambino. A lato di questa raffigurazione padroneggiano gli affreschi di due santi dipinti all’interno di nicchie, di costruzione pittorica. A dare lustro alle raffigurazioni religiose, la facciata si corona di lesene perimetrali, capitelli, architrave e timpano, con lo scopo di sottolineare le semplici geometrie del prospetto.
Il pacchetto di copertura risulta ispezionabile solo dall’esterno in quanto la navata presenta un decorativo soffitto a cassettoni dipinto in bicromia. I cassettoni, o lacunari, sono scomparti incavati in un soffitto e disposti in maniera regolare, a scacchiera; la forma geometrica degli scomparti è il quadrato. Da analisi visiva, possibile solo dall’interno, l’elemento ligneo non presenta particolari segni di marcescenza, identificabili invece punti di percolamento sugli intonaci interni della chiesa. Sarà possibile un’analisi più dettagliata sul controsoffitto in assenza del manto di copertura.

OPERE STRUTTURALI
CONDIZIONI CONSERVATIVE DESCRIZIONE DEL QUADRO FESSURATIVO
Le facciate della chiesa presentano un quadro fessurativo esteso e differenziato. La struttura lesionata dalla presenza di tiranti, posati in corrispondenza della navata ed innestati nella muratura perimetrale, i quali sono causa delle consistenti fessurazioni leggibili sia internamente sia esternamente alla chiesa. Anche la facciata principale presenta fessurazioni importanti causate dalla spinta delle murature laterali soggette a rotazione. Per quanto concerne le cause delle lesioni, si rimanda alla relazione strutturale.
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INTERVENTI STRUTTURALI
Un primo intervento, dettato dalle esigenze strutturali sopra esposte, prevede l’esecuzione di legatura muraria eseguita mediante posa di ancore in acciaio inossidabile AISI 316 di sezione Ø 14 mm alloggiate in fori da 30 mm eseguiti a rotazione, senza causare vibrazioni alla muratura. Il materiale consolidante utilizzato sarà una miscela di malta costituita da un legante di caratteristiche simili al Portland unito ad aggregati di differente granulometria che, miscelato con acqua, produce una malta iniettabile ed a ritiro controllato.
La malta contiene inoltre additivi inorganici fluidificanti ed antiritiro e la verifica, mediante prove di laboratorio, ai test d’invecchiamento accelerato dimostrando che il sistema di questi elementi collaboranti risulta permanente. Per impedire incontrollabili e dannose dispersioni del legante iniettato, le barre sono contenute in calza di tessuto poliestere. Questa viene riempita col materiale consolidante fino a completa saturazione mediante iniezioni a bassa pressione, coassialmente al tirante.
Durante le fasi di iniezione viene effettuato un test di pull-out allo scopo di controllare le fasi di indurimento. Le caratteristiche di dilatazione della calza, 30% della sua sezione, consentono aderenza al foro ed alle irregolarità della muratura che, uniti alla porosità dalla calza, permettono un efficace legame meccanico con il substrato.
La tecnica proposta è collaudata dalla Bossong S.p.a. con sede a Treviolo (Bg); tale tecnica è stata accordata con autorizzazione n° 13711 GS del 2 sett embre 2006 anche per gli interventi attuati presso l’Oratorio S. Maria Rosa in Castiglione Olona (Va). Segue scheda tecnica dell’azienda fornitrice unitamente alle prove tecniche di intervento e di collaudo.

Le legature strutturali (come da documentazione grafica di progetto) sono previste:
1. in corrispondenza dei tiranti per cui è prevista la rimozione;
2. facciata principale;
3. finestra laterale.

Prima di procedere all’esecuzione delle perforazioni in facciata principale, si provvederà al consolidamento degli intonaci in corrispondenza delle porzioni interessate dall’intervento; in tal modo le perforazioni non causeranno accidentali perdite di affresco. La procedura di consolidamento avverrà mediante percolamento di prodotto idoneo, utilizzato per il consolidamento di affreschi e pitture murali in genere staccate dal supporto murario a cui si desidera conferire nuove caratteristiche di aggrappo quali malte da iniezione a base di calci naturali. Le qualità fisico/chimiche del prodotto utilizzato (tipo: cts PLM – I) sono:
- assenza di sali solubili efflorescibili
- non alterazione della permeabilità al vapore delle murature
- avere caratteristiche fisiche e meccaniche simili a quelle dei materiali su cui si interviene
- facilità di iniezione
- facilità di pulizia e rimozione nelle eventuali fuoriuscite
- additivata con inerti selezionati ed additivi modificatori delle proprietà reologiche
- tempo inizio presa: 24 – 48 ore
- peso specifico: 1,1 kg/dm³
- resistenza alla compressione: 12,7 kg/cm²

A ponteggio montato, la direzione lavori provvederà ad operare un’attenta analisi sulla porzione di affresco interessata dalle perforazione in facciata principale allo scopo di selezionare il punto più adatto all’inserimento della barra, ovviamente compatibilmente con le necessità strutturali.
Sarà inoltre cura dell’impresa che attuerà le perforazioni, unitamente al restauratore in loco, riacquisire la piccola porzione di affresco soggetta a perforazione allo scopo di ripristinare il materiale originario.
A tutela della facciata decorata, saranno inoltre attuate specifiche misure precauzionali tra cui l’esclusione di qualunque foratura di facciata per l’ancoraggio dei ponteggi. Altre misure precauzionali saranno applicate durante le operazioni di rifacimento della copertura sia mediante la stesura ed il mantenimento di teli di protezione sia con la stesura di teli cerati impermeabili che sormontino il ponteggio di facciata per impedire dilavamenti. Un’ulteriore operazione strutturale è da prevedersi in corrispondenza dell’arco trionfale mediante l’inserimento di tirante. Le fessurazioni sono il segno evidente di un cedimento dell’arco il quale ha subìto deformazione spontanea per depressione della chiave e rialzamento delle reni; tale processo, innescato ed aggravato dal peso della copertura che scarica parzialmente il carico mediante trave verticale, ha avviato processo di rotazione dei piedritti sotto la spinta dell’arco.

La collocazione del tirante, elemento in acciaio a sezione Ø 36 mm, ha funzione di impedire al procedimento deformativo di aggravarsi agendo sulla traslazione orizzontale dei pilastri d’appoggio. Il tirante sarà collaborante con la muratura mediante il posizionamento di capo chiave a paletto.
Date le evidenti lesioni nella muratura, si ritiene opportuno procedere ad un intervento cuci-scuci allo scopo di restituire omogeneità e continuità al paramento murario lesionato dalle fessurazioni.
Sarà successivamente ripristinato l’intonaco di calce e sarà operata, a necessità, opportuna velatura allo scopo di ottenere omogeneizzazione cromatica con l’intonaco originale. Il materiale utilizzato sarà malta pronta a base di calce idraulica naturale conforme alla UNI EN 459-1, classificata NHL5 e soggetta a marcatura CE secondo la normativa vigente ed inerti selezionati con granulometria da 0 a 4 mm tipo TASSULLO T30V, adatta alla realizzazione di intonaci, rinzaffi, riempimenti e tamponature, realizzazione di giunti in murature faccia a vista e allettamento mattoni, di peso specifico di 1750 ÷ 1850 Kg/m 3 , di classe CS III di resistenza a compressione (classificazione secondo UNI EN 998-1), resistenza alla diffusione del vapore (μ) pari a 12, pH > 10.5 e di classe A1 di reazione al fuoco.
Si prevede la preparazione del supporto mediante preventiva asportazione di polvere, efflorescenze saline, parti inconsistenti, disarmanti, muffe, materiale organico e quant’altro possa interferire con l’aderenza al supporto murario.

Lo stesso intonaco di calce sarà utilizzato a finitura dell’area sottogronda dove è presente un innalzamento della muratura originaria, questa intonacata. Tale strato, di consistenza incostante, risulta realizzato da mattoni in cotto impastati a mano e pezzi realizzati a macchina. La qualità della muratura risulta discutibile sulla scelta dei materiali utilizzati, sull’imprecisione di stesura della malta cementizia, e sull’assenza di metodica nella posa dei singoli elementi; il tutto risulta causa di un paramento murario disomogeneo. A seguito dello smontaggio del manto di copertura, si provvederà a ripristinare le porzioni di mattoni completamente slegate tra loro per concludere il ripristino con strato di intonaco.

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